e lo inizio cantando Lo straniero di Georges Moustaki respirando il mio corpo nudo appesantito di rosso rubino. cerco un anno di erbacce alte di spine selvatici frutti e piccole margherite nascoste. di terreni incolti strade non battute echi naufragi. voglio tremare sempre e voglio un rischio ogni giorno. trovare miliardi di nuovi puntini sulle i non da perdersi in una lente d’ingrandimento ma esserne investita come il cielo un uragano e farci un bel ruzzolone sulle infinite nostre particolarità come sopra migliaia di biglie colorate. e volare scivolare colorare di lividi questa mia pelle e di terra e di fango, leccare l’asfalto le lacrime e tutto ciò che vi si trova e silenzioso soffre e canta ancora. vivere pensando senza verità ma solo storie, poesie di esilio e sensuale disperazione, e voglio dimenticarmi delle parole grandi grandi ed arrivare a quelle piccole mai usate di microscopici infiniti e brevi eternità, non perdermi nulla di nulla e imparare a sentire come un musicista che sempre nelle orecchie nel corpo nello sguardo danza silenzioso il vento.
è il duemilaeotto,
Pubblicato Gennaio 1, 2008 Senza CategoriaTags: Georges Moustaki, Anno Nuovo, 2008, Ricerca, Storie, Particolarità, Varietà
Bella, a quanto pare hai cominciato bene quest’anno nuovo,eh?!
son contenta per te…
che stravaganza e imprevedibilità non ti mancano!!
Auguri per tutto,sempre…
a quando il ritorno in capitale?
tu stai bene, vero?!
t’abbraccio…!!
sono tornata su blogspot.
dr3nacabaret.blogspot.com