e lo inizio cantando Lo straniero di Georges Moustaki respirando il mio corpo nudo appesantito di rosso rubino. cerco un anno di erbacce alte di spine selvatici frutti e piccole margherite nascoste. di terreni incolti strade non battute echi naufragi. voglio tremare sempre e voglio un rischio ogni giorno. trovare miliardi di nuovi puntini sulle i non da perdersi in una lente d’ingrandimento ma esserne investita come il cielo un uragano e farci un bel ruzzolone sulle infinite nostre particolarità come sopra migliaia di biglie colorate. e volare scivolare colorare di lividi questa mia pelle e di terra e di fango, leccare l’asfalto le lacrime e tutto ciò che vi si trova e silenzioso soffre e canta ancora. vivere pensando senza verità ma solo storie, poesie di esilio e sensuale disperazione, e voglio dimenticarmi delle parole grandi grandi ed arrivare a quelle piccole mai usate di microscopici infiniti e brevi eternità, non perdermi nulla di nulla e imparare a sentire come un musicista che sempre nelle orecchie nel corpo nello sguardo danza silenzioso il vento.
è il duemilaeotto,
Pubblicato gennaio 1, 2008 Senza Categoria 2 CommentiTags: 2008, Anno Nuovo, Georges Moustaki, Particolarità, Ricerca, Storie, Varietà
“mi annullerei ma vorrei cadere dalle nuvole di nuovo tra le gambe tue”
Pubblicato gennaio 1, 2008 Senza Categoria 1 Commentoattendo la prima alba del duemilaeotto. una sigaretta attaccata alla bocca. il soffio tra libertà e amore. e tu sai stringere tra le braccia la sensualità di una vita disperata?
ti amo.
“ho visto il mare e dentro al mare una piccola barca per me”
Pubblicato dicembre 31, 2007 Senza Categoria 2 CommentiTags: Addio, Corazza, Mare, Naufragio, Paolo Conte, Possibilità, William Burroughs
sempre Cagliari, trentuno dicembre. accarezzo a mani invecchiate quest’anno alle porte. e qualcosa l’ho scoperto, qualcosa come un naufragio, come una paura e come mille possibilità. la mia molle corazza va sgretolandosi aggrappata com’è alle solite parole di viaggio di mancanza di esilio. trema la maglia aderente il petto e sottili vibrano le metalliche piastre a parare i colpi di questo mio lungo addio.
I know,
Pubblicato dicembre 29, 2007 Senza Categoria Lascia un commentoTags: Amore, Andare, Brian Molko, Immagine, Invisibilità, Placebo
ho mille volti speranze e sogni strampalati. è tramonto sull’autostrada e la voce di Brian Molko picchia duro oggi più del solito. ci sono giorni che vorresti sparire rincorrere fuggire. si dice che ci siano luoghi del mondo in cui sia possibile scomparire, lontano dall’immagine tua statica e deforme degli occhi altrui. alcune volte vorrei fare tabula rasa o forse un amore che abbracci la mia moltitudine senza condizioni.
“e ritornare ancora qui, sedermi a questo bar, e ricordare”
Pubblicato dicembre 24, 2007 Senza Categoria 2 CommentiTags: Amicizia, Casa, Gianmaria Testa, Luoghi di vita, Ritorno a casa
c’è sempre quella nuvoletta di fumo, una nebbia sottile e pesante da respirare, e ci avvolge sfocando tutto un poco, una dolce poesia surreale, una memoria viva e presente. Bicchieri vuoti sul tavolo, i nostri soliti scherzi, D. che scarabocchia su foglio un improbabile video di sesso, nonne che tessono la lana, gatti e sorelle nascoste, F. barcolla, e mille saluti racconti sguardi. anche questi ultimi tre mesi sembrano soccombere in un soffio d’ irrealtà. è tutto come ieri, nulla è più lo stesso. un dolce senso di calore, un confuso senso di anacronismo. sento fisicamente l’abbandono di luoghi in cui ormai solo frammenti di me sparsi, e cerco la mia casa la mia, da portarmi dentro in ogni luogo e sentirmi persa ma da potermi scaldare le mani.
“quante vite hai e quanta strada fatta di notte (…)
quante vite hai fra quelle dita, una ti fugge e la rincorri già, è
è già passata
(…) e troppe cose da vedere”